
La casa prende il nome
dai committenti, eredi di Pere Martir Calvet.
Nel 1900, quando fu ultimata,
fu eletta miglior palazzo dell'anno dal Comune di Barcellona anche se, come spesso accadeva nella realizzazione dei progetti di Gaudì, non mancarono nemmeno qui i conflitti e i problemi "logistici".
Ebbe prima problemi con i vicini, tanto che il convento
di suore adiacente al cantiere presentò un ingiunzione di sospsensione
temporanea dei lavori. Per risolvere il problema alla svelta Gaudì
fece costruire un muro divisorio all'interno del cortile, Questo muro divideva il convento dalla casa, ma con apposite aperture (simili a
persiane) facevano passare la luce dalla parte della casa.
Poi le stesse autorità comunali contestarono l'altezza della casa.
I frontoni con cui culminava casa Calvet erano troppo alti, ma Guadì non volle sentire ragioni, perchè erano necessari alla costruzione.
La causa di questa insistenza di Guadì per questi elementi è da ricercare nel posizionamento del terreno su cui sorge casa Calvet.
La Casa venne costruita tra due case già esistenti, cioè inserita in una fila di edifici, senza spazi laterali. Questo a una costruzione "normale" avrebbe dato una connotazione "schiacciata" quasi soffocata.
I due forntoni invece, elementi puramente decorativi, danno uno slancio verso l'alto all'edificio, togliendo pesantezza alla costruzione. Anzi, quando Gaudì la spuntò aggiunse anche due croci che danno all'edificio un ulteriore spinta verticale.
L'edificio, a
dispetto delle dimensioni, contiene 8 appartamenti e la soffitta e le cantine vengono usati come magazzini.
Gaudì costruì in altezza (4 piani) e per
raggiungere al meglio lo scopo, a differenza degli altri suoi edifici, disegnò piante semplici e simmetriche;
due grandi cortili interni quadrati si trovano vicino alla scala interna. Altri
due rettangolari allungati sono situati sui lati per portare la luce negli
appartamenti.
A confronto degli
edifici circostanti Casa Calvet sembra essere decisamente più grande,
effetto dato dai frontoni e dai numerosi balconi in ferro tondeggianti che
fanno sembrare la facciata inarcata. Effetto previsto da Guadì che
fece realizzare i balconi laterali meno arcuati rispetto a quelli centrali.
Poi sopra all'entrata la bay-window di grandi dimensioni completa l'illusione.
La casa ottiene
volume anche grazie ai materiali che Gaudì utilizza. La pietra naturale
in grandi blocchi(qui usata non in combinazione con altri materiali per la
prima volta) con la sua superficie irregolare evita l'impressione che la facciata
risulti "piatta".
Per quanto
riguarda il retro invece i balconi tondeggianti vengono sostituiti da vetrate
e le parti in muratura sono realizzate con pietra più lavorata e piatta.
Le decorazioni sono come sempre ricche e piene di significato.
Sui frontoni poi fanno capolino le teste di tre Santi Martiri (e due carrucole in ferro rivelatesi poi utilissime per portare all'interno il mobilio). Anche se dalla strada non sono visibili si possono leggere sotto le tre teste i nomi dei santi. Tra i tre spicca Maritr S. Pere patrono di casa
Al primo piano dove è situato l'appartamento del padrone di casa sono
rappresentati dei funghi: Calvet era grande raccoglitore, appassionato, esperto
conoscitore di funghi.
All'entrata, sopra la porta troneggia lo stemma della famiglia accanto a un
cipresso, simbolo dell'ospitalità. Inoltre da notare una curiosità
sul battente della porta: sul retro è raffigurato un pidocchio rappresentante
il male. Usando il battente il visitatore, prima di entrare, scaccia e punisce
il male.
L'interno non
presenta elementi particolari.
Le colonne a spirale poggianti sui primi scalini della scala interna non sono
fatte in granito, come sembrerebbe a un primo sguardo.
Notevoli invece le maioliche blu sulle scale, simili a illustrazoioni di William
Blake, uno dei precursori e ispiratori dell'arte ornamentale dello stile Liberty.
Il fascino interno della casa è costituito dal mobilio, insieme a porte
spioncini in metallo, specchi ecc, tutti progettati da Gaudì. In particolare
il mobilio dell'appartamento del padrone di casa tutto in stile liberty. A
tutt'oggi è rimasto quello originale.